1 grammo circa 2000 semi
Semina: da febbraio a ottobre
Sesto: 40 cm tra le piante 50 cm trale piante
Raccolta: circa 140 giorni dal trapianto
Sedano Rosso Piemontese (Apium graveolens)
Nuovi Semi
Sedano Rosso Piemonetese (Apium graveolens): antica varietà di sedano del Piemonte dal colore rosso e coste lunghe, in alcuni comuni inserito come presidio Slow Food. Ha origini antiche, che risalgono all'importazione di un sedano violetto dalla Francia nel '600, più precisamente da Orleans, da parte della Duchessa di Savoia, Anna Maria d'Orleans, sposa di Vittorio Amedeo II. Eccellenza italiana ha rischiato la scomparsa nel primo dopoguerra con la'rrivo delle nuove varietà commerciali, fortunatamente grazie alla cura del territorio ora è coltivato non solo nella zona Slow Food ma in tutto il Nord-Est.
La pianta si distingue per l'inconfondibile pigmentazione delle coste, che presentano sfumature dal rosa acceso fino al rosso violaceo intenso, estese lungo i piccioli carnosi fino all'attaccatura del fogliame verde scuro.
In ambito gastronomico, il Sedano Rosso piemontese offre un profilo aromatico e strutturale netto e riconoscibile. I gambi risultano particolarmente turgidi, pieni, privi di fibrosità e caratterizzati da una croccantezza persistente. Il sapore è intenso, sapido e moderatamente pungente, arricchito da un retrogusto persistente che ricorda la mandorla. In virtù di queste qualità, il consumo d'elezione è a crudo: le coste rosse rappresentano l'accompagnamento storico e irrinunciabile per la bagna cauda, il celebre intingolo caldo piemontese a base di aglio, acciughe e olio d'oliva. Trova inoltre largo impiego in insalate fresche, tradizionalmente abbinato a tome locali, mele e noci, oppure cotto per conferire carattere a brodi, stufati di carne e minestroni invernali. La naturale colorazione rossa indica una presenza significativa di antocianine, composti antiossidanti che si affiancano a un apporto rilevante di potassio, fibre e vitamine.
In campo, la coltivazione necessita di un'esposizione soleggiata o a mezz'ombra ed esige terreni fertili, lavorati in profondità, abbondantemente concimati con sostanza organica e capaci di trattenere l'umidità. Il fabbisogno idrico è molto elevato: le irrigazioni devono essere frequenti e costanti per tutta la durata del ciclo vegetativo, condizione essenziale per garantire lo sviluppo di coste tenere ed evitare l'indurimento o lo svuotamento dei tessuti. La pratica agronomica tradizionale richiede la periodica rincalzatura dei cespi con terra o sabbia, tecnica che favorisce l'intenerimento e il parziale imbianchimento della porzione basale. Il ciclo colturale è lungo, giungendo a maturazione utile in circa 120-140 giorni dall'emergenza della piantina. La raccolta si effettua ad autunno inoltrato e si protrae per i primi mesi invernali; la pianta tollera bene i lievi cali termici, i quali contribuiscono a rendere le fibre ancora più morbide e a concentrare gli zuccheri e i sapori all'interno delle coste.
Si semina da febbraio aprile, la piantula sviluppa lentamente, per il trapianto aspetteremo l'inizio dell'Estate, con raccolta in autunno.

